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nome macroareaPRECI
Presentazione e Storia
Il Comune di Preci fa parte del Bim "Consorzio Comuni Bacino Imbrifero Montano del Nera e Velino"; tale area offre all'utente infomazioni relative al Comune in questione e rende possibile la conoscenza del territorio anche sotto l'aspetto turistico.
Il toponimo del luogo, derivante da preces - "preghiera" testimonia la preesistenza monastica nella zona e le origini quasi ascetiche del luogo. La presenza di insediamenti nella zona già in età preromana e romana sono testimoniati da tre asce di bronzo ed una spada di tipo "Terni" diffusa nell'area centrale tra i sec. IX e VIII sec. a.C., oggi conservate nel Museo di Perugia anche se la sua fondazione come castello di pendio con funzione strategica ( essendo posto alla confluenza dell'antico percorso per Visso e per quello per la Valle Oblita, sulla strada della valle Campiano) risale al XIII sec. Preci conobbe il periodo di maggior sviluppo durante il XVI sec. per poi essere teatro di aspre lotte per l'autonomia comunale. Infatti dopo la ribellione a Norcia alla fine del XV sec., questo luogo diventò un rifugio di fuoriusciti e rivoltosi, quindi un vero e proprio pericolo per l'egemonia territoriale dei ducati limitrofi. Per questo il centro fu assediato e distrutto ben due volte consecutive: dal legato pontificio delle Marche (per aver ospitato Rodolfo da Varano e Beatrice Colonna, entrambi scomunicati, e da Norcia qualche anno dopo. La definitiva pacificazione con Norcia, avvenuta nel 1555, coincise con la fioritura della scuola chirurgica costituita dalle numerose famiglie di medici preciani, che dettero con le loro ricche residenze, un carattere di signorile decoro alla riedificazione del castello.
Panorama
Via di S. Caterina

La fama di questa scuola giunse fino in Inghilterra ed affonda le proprie remotissime origini nell'attività dei monaci siriani, insediatisi nella vicina Valle Castoriana, i quali erano particolarmente abili ad utilizzare le piante medicinali del luogo quali la felce, la centaura e la genziana. L'impulso decisivo a questa attività fu comunque dato dalla presenza della splendida Abbazia di Sant'Eutizio, che, proprio alla fine del XVI sec. conobbe un periodo di grande vitalità grazie all'operato dell'Abate Crescenzi e dove i monaci Benedettini allestirono un infermeria, ospedale e una ricca biblioteca con trattati specifici. Comunque più che di una vera e propria scuola si trattò di dinastie di medici che si tramandavano di padre in figlio la conoscenza dell'arte oltre che dei ferri chirurgici. I medici preciani divennero famosi a partire dal sec. XVI anche se venivano spesso chiamati "norcini" per l'appartenenza di questo centro al distretto di Norcia. La loro specialità era l'oculistica e la litotomia (estrazione chirurgica dei calcoli), facilitati in questa professione dalla consolidata e riconosciuta tradizione della lavorazione della carne suina, per la quale è tuttora sopravvissuto l'appellativo di "norcino". La storia successiva è comune a quella degli altri centri vicini con l'annessione allo Stato Pontificio e la supremazia dello Stato della Chiesa almeno fino all'Unità d'Italia.


STRUTTURA URBANISTICA ED ARCHITETTONICA DEL CENTRO
L'origine di castello giustifica la struttura molto compatta dell'insediamento caratterizzata da palazzi gentilizi (soprattutto del XVI sec.) ed interessanti elementi architettonici e decorativi visibili anche sull'edilizia minore. Questo a testimonianza di un passato prospero e fiorente soprattutto dopo la nascita della scuola chirurgica e l'affermarsi della borghesia medica. L'aspetto cinquecentesco del castello e le poche tracce dell'originario insediamento tardomedievale sono anche in questo caso retaggio delle alterne e drammatiche vicende storiche di questo luogo ricordiamo distrutto ben due volte per domarne le continue ribellioni. Presso la parrocchiale, accanto ad un palazzo settecentesco, edificio con tracce di un portico a due arcate (murato) e due leoni sulla facciata si può ammirare la splendida chiesa, un palazzo cinquecentesco (1569) caratterizzato da interessanti finestre "sedute" al piano terra. Proseguendo verso la parte alta del paese si incontra il quartiere Scacchi con le case cinquecentesche Scacchi e Mensurati, antiche famiglie di medici. Sugli architravi, varie iscrizioni, prevalentemente con motti. In questo quartiere si può ammirare un interessante portale in pietra gotico, decorato con capitelli e foglie, e ogiva con motivo a punta di diamante. I recenti e purtroppo frequenti terremoti hanno provocato interventi di restauro che in alcuni casi hanno prodotto, specialmente sul castello, visibili segni di manomissioni e trasformazioni.
CHIESA DI SANTA MARIA - ESTERNO:
La chiesa presenta una facciata a capanna con oculo del XVIII sec. affiancato da due finestre. Il portale, databile XIV sec., con capitelli figurati e fogliami offre un'interpretazione ruvidamente geometrica ed artigianale del più raffinato stile gotico. Il fianco destro è completamente nascosto dal tradizionale monumento ai Caduti mentre il sinistro è ornato da portale cinquecentesco con ogiva appartenete alla precedente struttura trecentesca. Il muro esterno risulta decorato con varie iscrizioni frammentarie e stemmi, tra cui uno cardinalizio (Crescenzi) sotto il tetto, lastre figurate e scritti vari. Il campanile è sormontato da coronamento settecentesco e risulta rimaneggiato mentre l'abside ha una pianta poligonale.
INTERNO:
E' a navata unica con cappelle laterali,
rimaneggiato alla fine del XVII sec. , l'altare moderno è stato poggiato su due leoni forse provenienti dalla facciata; la pala con la "Trinità" (sec.XVIII) sostituisce il trittico di Mariotto di Cristofano, pittore fiorentino della prima metà del sec. XV trafugato nel 1971; secondo una consuetudine piuttosto frequente da queste parti.
Chiesa di Santa Maria
Tutte le cappelle laterali risultano ornate con pregevoli affreschi e tele del XVI secolo inserite in decorazioni a stucco settecentesche. Interessante la fonte battesimale, intagliata e dorata, con catino e colonna in pietra del 1521.

CHIESA DI SANTA CATERINA
L'originale portale del sec. XIV appare oggi murato ed è sormontato da iscrizioni sui pulvini e l'architrave. sull'imposta dell'arco sono visibili due leoni mentre le basi delle colonnine laterali sono decorate da motivi vegetali. Il campanile a vela è ornato da leoni stilofori ai lati della cella campanaria. L'interno è stato completamente trasformato.

ABBAZIA DI SANT'EUTIZIO
Le sue origini sono molto antiche. La tradizione la vuole fondata verso la fine del secolo V dal monaco siriano Eutizio. Nei "Dialoghi", vengono menzionati i numerosi eremi esistenti in quell'epoca nella valle. Sulla trasformazione dei "Cenobi", in una sola comunità e sulle prime vicende dell'Abbazia almeno fino al secolo X, si hanno poche notizie ma è probabile che prima dell'anno mille costituisse già il maggiore centro di potere economico, politico e culturale. Infatti la Congregazione Eutiziana era autonoma; l’Abate di S. Eutizio era Abate Generale e sopra di sé aveva soltanto Roma. L’Archivio Glottologico Italiano pubblicò nel 1880 una formula penitenziale in volgare rinvenuta nell’Orazionale, terzo pezzo del manoscritto eutiziano cod. B. 63, conservato nella Biblioteca Vallicelliana e proveniente dallo scriptorium eutiziano.
Abbazia di Sant'Eutizio
E’ la famosa “confesio eutiziana” il primo corposo testo in volgare, compilato tra il 936 e il 1037. Nel secolo XI tutta la Valle Castoriana costituiva un feudo di notevoli proporzioni, comprendente tra gli altri i centri di Acquaro, Valle, Piedivalle, Collescille, Todiano, Campi, etc.. Su uno spazio molto ampio, si estendeva la giurisdizione ecclesiastica di Sant'Eutizio, che giungeva sino alle diocesi di Ascoli e Teramo.
Alla fine del XII secolo ebbe inizio la decadenza dell'Abbazia, premuta da un lato dalle tendenze accentratrici della Chiesa, e dall'altro dallo sviluppo dei Comuni; iniziò così il progressivo smantellamento del feudo Eutiziano, che terminò nel 1259 con la donazione al Comune di Norcia delle terre rimaste. Ebbe così fine il potere politico ed economico di Sant'Eutizio, ma la scuola d'arte miniaturista, la farmacia e la ricca biblioteca dell'Abbazia, continuarono ad operare una notevole influenza come centri di cultura; l'esistenza stessa della Scuola Chirurgica di Preci, è legata alla presenza Benedettina. La primitiva chiesa dell'Abbazia, sorta dopo la riforma benedettina, fu rinnovata nel 1190 e completata nel 1236 nella facciata, la quale con portale a doppia ghiera e rosone circondato dai simboli degli Evangelisti, è tipica dell'architettura romanica spoletina. L'interno è a navata unica con presbiterio notevolmente rialzato e cripta a due navate divisa da colonne. L'abside poligonale è decorato all'esterno con arcate cieche, secolo XVI; l'interno conserva resti della decorazione a fresco del periodo che va dal secolo XIV al secolo XVII. Sull'ampio presbiterio con volta a costoloni, si accede mediante ripida scala in travertino.
Chiesa di San Bartolomeo

TODIANO
Castello databile ai secoli XIII e XIV, con due strade interne principali, collegate trasversalmente da vicoli con ripide scalinate, ricco di elementi architettonici e motivi decorativi anche di rilievo. Interessante è la porta inferiore a doppio fornice, che ha costituito un "polo" di interesse anche per successive stratificazioni architettoniche.
Addossato ad essa si erge un campaniletto a vela, fronteggiante la chiesa della Madonna della Porta, sull'ingresso la data 1600, che ha l'accesso sotto il fornice superiore della porta. Tra le chiese vi è la Pieve di Santa Maria, sita poco distante dal centro, in località le Cascine, con campaniletto a vela, nominata dal codice "Pelosius" del 1393 e risalente al XIII secolo. La chiesa parrocchiale dedicata a San Bartolomeo a differenza della Pieve, fu costruita entro le mura del castello e vi si conservano pregevoli opere di arte fiorentina. Della primitiva chiesa che sino ai primi dell' '800 conservava la copertura a volta,
la facciata in pietra, ed il campanile a vela, oggi rimangono poche tracce, poiché nel 1865 fu costruito il campanile attuale. A questo intervento si aggiunse nel 1933 quello di allungare il presbiterio abbattendo la volta.

Infine lungo la strada che conduce a Preci, si nota sulla sinistra la chiesa di S.Montano, la cui facciata è attribuibile al secolo XVI, mentre nell'interno troviamo tuttora tracce di una primitiva costruzione trecentesca.
ABETO
Sono appena riconoscibili le tracce del castello ad impianto urbanistico di forma triangolare, che costituisce il nucleo più antico di questo insediamento. Il carattere medievale del castello è stato infatti modificato dalla notevole espansione avvenuta fra i secoli XVII e XIX, ma principalmente nel secolo XVIII, che si è armonicamente fusa con l'ambiente preesistente, conferendo all'insieme accenti settecenteschi del tutto inconsueti in centri delle dimensioni di Abeto.
Nella chiesa parrocchiale dedicata a S.Martino oggi completamente in stile neo-classico, nonostante le più antiche origini, si conservano opere d'arte dei secoli XV, XVI, XVII, fra cui una tavola fiorentina della "Pietà" di Pietro da Cosimo trasferita nella galleria nazionale dell'Umbria in data recente. Nella sacrestia si trova una raccolta di reperti archeologici, suppellettili liturgiche in metallo pregiato e paramenti sacri, ordinata e curata dal defunto parroco Mons. Don Ansano Fabbi. Su un colle presso il castello troviamo la chiesa della Madonna della Neve, con affreschi della seconda metà del secolo XV.
Chiesa di San Martino
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