Nel
territorio del comune di Poggiodomo,
insediamenti umani sono attestati,
fin da epoca protostorica, dalle tracce
di castrellieri presenti sulle sommita' di M. Maggio,
M. Coscerno e M. Castello. In epoca
preromana i monti di Poggiodomo furono
certamente luogo di incontro tra Umbri e Sabini,
la penetrazione romana, databile gia'
dal IV sec. a.C. e pianificata con
l'occupazione del territorio da parte di M.Curio Dentato, unifico'
le due culture che secondo
la suddivisione Augustea entrarono
a far parte della regione detta Sannio e comprendente Rieti
e Norcia. Testimonianze archeologiche
di questo periodo sono documentate
da reperti fittili, monete, fibule presso il cimitero di Poggiodomo,
Forchetta di Usigni
e particolarmente in localita' la Rua.
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| Poggiodomo,
Piazza |
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Dopo questo periodo le vicende del territorio dell'attuale comune di
Poggiodomo si intrecciano alla nascita e al successivo affermarsi del
comune di Spoleto prima, di quello di Cascia poi.
Il legame a Spoleto e' attestato da molti documenti, tra i quali uno
del 22 ottobre 1233 nel quale, per la prima volta, si fa menzione di
Poggiodomo e Usigni.
Il territorio del comune di Poggiodomo visse
in maniera completa le alterne vicende legate alle lotte tra Guelfi
e Ghibellini e il territorio comunque nel 1380 venne formalmente riconosciuto
come appartenente al comune di Cascia.
La storia di Poggiodomo nel medioevo oltre
ad essere storia dei quattro castelli, e' spesso, prima ancora, storia
di celle monastiche e piccole chiese che precedettero e favorirono
l'insediamento dentro le mura, sicuramente degno di menzione per la
sua importanza e' il Monastero di S. Benedicti in Faucibus o in Vallibus.
Il figlio piu' famoso di queste terre e' senza
dubbio il Cardinale Fausto Poli (1581-1652), al quale tra l'altro si
deve l'edificazione della monumentale chiesa parrocchiale di S. Salvatore,
della sua residenza, il rifacimento di altri edifici circostanti, fecero
di Usigni un "paese palazzo".
Il
Cardinale cerco' in tutti i modi di nobilitare
il paese nativo, ma la sua azione non
si limito' ad Usigni, della sua influenza
ne beneficio' tutta la montagna e in
particolar modo Cascia.
La figura del Poli e' quella di un mecenate
che non trascura i propri interessi, anzi
piu' accresce il proprio prestigio e la
propria ricchezza piu' e' possibile dispensare
favori ed elargizioni.
Cascia, consapevole dei benefici che la
protezione di un tale personaggio poteva
comportare, ne accordo' le scelte e l'espansione
patrimoniale, sicuramente il cardinale
favori' la riproduzione della pianta di
Cascia e del suo territorio nelle gallerie
vaticane, ma soprattutto promosse il processo
di beatificazione di Rita Lotti che si
concluse positivamente nel 1628. Durante
il XIX sec. l'impianto a castello dei quattro
paesi del comune cessa definitivamente
la sua funzione. Tratti di mura vengono
demoliti, altri, come la porta d'ingresso
a Roccatamburo, inglobati in edifici privati.
Ma e' questo anche il secolo dell'istituzione
di Poggiodomo a comune, gia' con l'occupazione
dello Stato Pontificio da parte di Napoleone,
nel 1809, Poggiodomo fu separato da Cascia
e, riconosciuto amministrativamente come
territorio
autonomo, compreso nel dipartimento del
Trasimeno. La restaurazione pontificia,
con il Motu Proprio del 1816, confermo'
tale distacco territoriale e obbligo' Poggiodomo,
Usigni, Mucciafora, Roccatamburo a "formare
una propria comunita'".
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Testamento
del
Cardinale Poli |
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| Chiesa
di S. Pietro |
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La Chiesa di S. Pietro edificio del
XIV secolo, subi' profondi rimaneggiamenti
con il restauro del 1550, la chiesa
e' riccamente affrescata, sulla parete
destra risalta un tabernacolo rinascimentale
in pietra scolpita.
San Carlo Borromeo, parrocchiale. Edificio
costruito nel 1635 dalla comunita'
in sostituzione della chiesa di S.
Antonio dentro le mura castellane,
gia' in decadenza e ora scomparsa. L'interno,
a navata unica, contiene nove altari
lignei barocchi del XVII e XVIII sec.
donati dalle famiglie del luogo, contiene
tele di pregevole fattura.
San Salvatore, parrocchiale. Fatta costruire
dal cardinale F.Poli tra il 1631 e il 1644.
La facciata, a due ordini di tipo cinquecentesco,
reca lo stemma di Urbano VIII.
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L'interno, a navata unica con cappelle laterali.
La chiesa ricorda in diversi particolari lo stemma
del cardinale. Ricchissimi sono gli arredi e
le suppellettili donate dal cardinale.
Cisterna
del cardinale si trova nei pressi del
palazzo Poli e reca scolpito lo stemma
del cardinale raffigurante tre monti
allineati e sulla sommita' dei laterali
due querce con rami intrecciati. In alto
sono riportate tre api provenienti dall'arma
dei Barberini.
Chiesa di S. Bartolomeo del XVII sec.
ha un bel soffitto in legno intagliato,
l'altare maggiore con le due colonne
a chiocciola che racchiudono una tela
raffigurante l'Assunta.
Chiesa di S. Nicola completamente
modificata rispetto l'assetto architettonico
originale.
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| Cisterna
del Cardinale |
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