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nome macroareaCERRETO DI SPOLETO
Presentazione e Storia
Il Comune di Cerreto di Spoleto fa parte del Bim "Consorzio Comuni Bacino Imbrifero Montano del Nera e Velino"; tale area offre all'utente infomazioni relative al Comune in questione e rende possibile la conoscenza del territorio anche sotto l'aspetto turistico. Il nome "Cerreto" probabilmente deriva dal latino "Cerrus" (quercus cerri), con riferimento ai boschi di cerri che coprivano tutta la zona, dalla Valle del Nera fino ai monti e che oggi sono praticamente scomparsi a seguito della secolare continua azione dell'uomo.
In posizione dominante di castello di poggio affacciato sugli sbocchi delle valli del Vigi e del Nera, Cerreto ha assunto da sempre un ruolo strategico di primaria importanza, attestato sia dalla portata dei resti dell'antica cinta muraria perimetrale culminante in sommità in una rocca, sia dalle fortificazioni del borgo sottostante, carattere questo prevalente e diverso rispetto alla veste mercantile di borghi medievali analoghi. Oggi di questo possente sistema difensivo restano solo alcuni tratti, una delle sei porte originarie e un'alta torre dominante con cella campanaria, ma il sistema così articolato di fortificazioni comprende anche il borgo e realizzato in un luogo già orograficamente inaccessibile è sicuramente testimonianza del passato e delle travagliate vicende storiche di questo centro.
Panorama
La storia di Cerreto è storia medievale e soprattutto storia del suo continuo destreggiarsi fin dal secolo XIII fra Spoleto e la Chiesa di Roma e fra Spoleto e Norcia. E' storia di lotte per affermare la propria autonomia comunale e per strappare a Ponte l'egemonia del territorio circostante. Nel 1221 Cerreto giurò obbedienza alla Signoria di Spoleto con lo scopo di ottenere aiuti contro i Signori di Ponte che, sin dall'epoca feudale avanzavano diritti su di esso. Più tardi però, nel 1233 i cerretani furono duramente puniti dallo stesso Spoleto per alcuni tentativi di ribellione ma la pace fu ristabilita grazie alla mediazione di frate Elia nel 1234 ed il castello si sottomise definitivamente almeno fino al 1240, quando si staccò nuovamente da Spoleto per seguire la parte ghibellina. Ma nel 1241 Federico II lo restituì definitivamente al ducato a cui fu riconfermato dal cardinale Capocci nel 1247. Anche Norcia cercò ripetutamente di imporre la propria supremazia su Cerreto cercando subdolamente di istigare il castello alla ribellione nei confronti di Spoleto e successivi episodi di ribellione si ripeterono anche nel 1279 e soprattutto nel 1320 quando il castello si dette a Perugia e gli spoletini non riuscirono a riconquistarlo. Nonostante ciò Cerreto che aveva sempre mantenuto una certa autonomia, dopo il XIII secolo, accrebbe notevolmente la sua forza mantenendosi quasi sempre indipendente pur continuando ad essere oggetto di dispute fra Norcia e Spoleto.
Ciò gli consentì di estendere notevolmente il proprio territorio ed il suo dominio sui vicini castelli entrando a far parte del distretto di Spoleto solo saltuariamente. Nel 1438 quando i nursini, approfittando di un calo dell'egemonia territoriale di Spoleto impegnato in lotte interne, tentarono nuovamente di impadronirsene, Cerreto chiese ed ottenne l'aiuto e la protezione di Francesco Sforza. Dallo Sforza però il castello passò nelle mani dei Varano di Camerino e da questi direttamente alla Chiesa. La vicenda storica di questo castello continuò a dipanarsi almeno fino al XVI secolo, fra lotte alterne che coinvolsero i duchi di Spoleto, Norcia ed i Varano i quali si alternarono nel controllo di questi territori ciclicamente ed aiutati dagli stessi cerretani ora fedeli ad uno, ora fedeli all'altro spesso divisi essi stessi la lotte interne fra le diverse fazioni politiche. Nel 1500 Cerreto era comunque ancora in mano ai Varano con Montesanto e Sellano. Ma ben presto gli spoletini cacciati i camerinesi rioccuparono nuovamente il castello questa volta per conto del Duca Valentino il quale però già nel 1502, fu investito da Papa Alessandro VI dello stesso ducato camerinese.
La dominazione dei Borgia fu tuttavia precaria e molto breve tanto che presto i Varano tornarono a signoreggiare in questi luoghi. Nel 1522 Cerreto aderì alla rivolta di tutti i castelli della Valdinarco contro Spoleto offrendo valido rifugio ai ribelli ricercati sia nel castello che nello stesso borgo. Le vicende turbolente di questo centro continuarono ancora per qualche tempo fino a quando Spoleto indebolito dal malgoverno e da secoli di guerre allentò il controllo sui territori del proprio distretto. Cerreto a questo punto fu la prima ad assicurarsi una certa autonomia destinata a divenire completa alla fine del 1700. Dopo il 1860 divenne capoluogo di un'importante Comune della provincia dell'Umbria e con l'Unità d'Italia acquistò la tanto sofferta autonomia amministrativa.
PERSONALITA'
GIOVANNI PONTANO (1429-1503): era un giovane, proveniente dalle campagne dell'Umbria, che divenne primo ministro del Regno di Napoli ed uno dei principali scrittori latini del Rinascimento. Scrisse poesie celebranti la vita da scapolo a Napoli, le bellezze della natura, dell'amore coniugale, della vita familiare, la passione per la sua amante lombarda Stella, trattati di astronomia, astrologia, meteorologia e giardinaggio. Il Pontano trascorse la sua fanciullezza a Cerreto, terra da cui discendevano i famosi "ciarlatani", in origine venditori di medicamenti portentosi. Quando cominciò ad essere famoso, il Pontano non mutò carattere, rimase affabile, aperto, conservò tutte le sue amicizie e la sua innata modestia lo aiutò ad allontanare tutte le invidie; una volta entrato a far parte della Regia cancelleria, non trascurò mai le lettere, anzi usava scrivere quotidianamente, tanto che la sua casa divenne il ritrovo di illustri eruditi. Il Pontano ricoprì molte cariche, passando dalla Tesoreria alla Corte dei Cambi, servendo come segretario privato la Duchessa ed il Duca di Calabria e finalmente il Re Alfonso di Aragona. Accompagnò sia il re, sia il Duca Ferdinando che alla morte di Alfonso diventerà Re di Napoli, nelle campagne militari trattando con il nemico e stipulando trattati di pace.
Monumento a Pontano
Svolgeva le mansioni di chi oggi è detto Capo di Stato Maggiore Generale ed in breve acquistò tanta autorità sugli eserciti, che gli stessi nemici lo circondarono del loro rispetto; a volte gli capitò di cadere nelle loro mani e non solo non lo tennero prigioniero, ma lo liberarono con doni ed onori. Dove il Pontano mostrò tutte le sue virtù militari, prontezza di azione, coraggio, sangue freddo, fu nella sanguinosa battaglia combattuta presso Troia nel 1462 tra gli aragonesi e le truppe del Piccinino. Nel 1847 divenne primo Ministro di Napoli e tentò di difendere lo Stato contro l'invasione francese di Carlo VIII del 1494. Con l'ingresso dell'esercito francese a Napoli e l'esilio del giovane re Ferdinando II il Pontano, in accordo con il re fuggiasco, trasmette i poteri al sovrano di Francia e per questo gesto fu accusato ingiustamente di aver tradito il Re: Con questo atto si conclude la sua carriera politica ed in seguito con la breve restaurazione aragonese ed il successivo dominio francese manterrà solo alcune cariche onorifiche. SIGISMONDO PAOLUCCI: detto il Filogenio nato intorno al 1496 e vissuto a Mantova e Bologna, dove frequentò l'ambiente colto del tempo. Paolucci è peraltro autore del poema "Continuazione di Orlando Furioso con la morte di Ruggero", scritto in lingua italiana frammista a voci dialettali dell'Umbria e dell'Alta Italia, abbastanza sorprendente in un periodo di ricercata purezza linguistica.



CHIESA DELL'ANNUNZIATA
ESTERNO:
Interessante edificio sorto dall'unione di due chiese contigue e caratterizzato da una facciata corrispondente al lato sinistro dell'unica navata; dominata da un portale in pietra del 1592 e da una bifora affiancata da una scultura di spoglio raffigurante "l'Agnus Dei". Le finestre settecentesche sono state private dell'originaria cornice di stucco, ed il suo assetto attuale è stato definito dopo il terremoto del 1703.
INTERNO:
E' possibile ammirare un fonte battesimale ottagono con rilievi e sul culmine statuetta lignea di San Giovanni Battista successiva alla fonte e ad una tela raffigurante "l'Adorazione dei Magi" opera del pittore marchigiano Arcangelo Aquilini; interessanti sono le acquasantiere del 1668 mentre gli altari sono con mostra lignea intagliata e dorata del secolo XVI. Pregevoli i dipinti: "San Carlo Borromeo" tela del 1732; "Strage degli Innocenti", tela del XVI secolo ridipinta; "Madonna con il bambino" di Felice Damiani del 1538; nel presbiterio è visibile "l'Annunciazione" di ambiente toscano della prima metà del XVII secolo. In sacrestia viene conservata una "Madonna con bambino", pregevole statua lignea policroma medievale, restaurata nel 1524.

CHIESA DI SAN NICOLA
Si trova all'interno del paese, quasi del tutto diruta ma di insolita struttura del secolo XIII o XIV.

CHIESA E MONASTERO DI SAN GIACOMO
In esso vi è un museo ed un centro di documentazione etnografica.
ESTERNO:
Si trova nella parte bassa del paese e la facciata corrispondente alla parete sinistra della navata, è ornata di un portale archiacuto.
INTERNO:
Sulla parete sinistra si può ammirare la tela di Camillo Angelucci del 1573 "Visitazione", i "SS. Benedetto e Scolastica", i SS. Michele Arcangelo, Giacomo e Filippo Neri" tele del secolo XVII. Tre pareti conservano buona parte della decorazione a fresco del XV secolo, oggi restaurate: "Annunciazione", "Crocifissione fra Santi", e figure frammentarie nella parete superiore. Alcuni di essi hanno affinità stilistico formale ad affreschi di Santa Maria a Vallo di Nera, collegati all'ambiente del Maestro di Eggi. Nel monastero che si trova al piano inferiore si può ammirare un interessante "Giudizio Universale con Cristo Giudice entro mandorla".
CHIESA DI SANTA MARIA DELIBERA
ESTERNO:
Interessante santuario mariano sorto alla fine del '400 al posto di un'edicola ritenuta miracolosa. Esso risulta composto da due ambienti sacri sovrapposti ed unificati nella facciata a capanna con marcapiano e portale quattrocentesco a tutto sesto. All'ambiente superiore si accede per mezzo di un suggestivo passaggio rampante posto sul lato destro dell'edificio. Tutto è perfettamente inserito nell'ambiente circostante.

Panorama

INTERNO:
Interessanti le tracce di affreschi quattro-cinquecenteschi :"Madonna con bambino e i SS.Antonio Abate e Lucia", di Felice Damiani, tela del 1581; "Madonna della Misericordia" affresco degli inizi del secolo XVI; nell'abside affreschi monocromi dei secoli XVIII e XIX; nel catino, "Incoronazione di Maria tra angeli e Sibille".

ORATORIO DELLA MISERICORDIA
Si trova al piano superiore della Chiesa di Santa Maria Delibera; vi possiamo ammirare la "Crocifissione" tela di Camillo Angelucci del 1544.

 

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